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Dieci Opinioni dopo… Salernitana-Napoli 0-2

Il derby campano si conclude con la vittoria dei partenopei che, alla fine del girone d’andata, guardano tutti dall’alto con ben 50 punti. Analizziamo il match e il grandissimo momento dei partenopei nella nostra rubrica

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Il sabato pomeriggio dell’Arechi è bagnato, ma fortunato come recita un detto. Il Napoli scaccia via i fantasmi della sfida di Coppa Italia con la Cremonese e conferma sempre di più il primato in Serie A. Il derby, molto sentito dai tifosi della compagine dell’ippocampo, vede i gol di Di Lorenzo allo scadere del primo tempo e quello di Osimhen all’inizio del secondo. Analizziamo la sfida e diteci anche voi la vostra sui nostri canali social!

  1. Oh capitano, mio capitano. Il primo tempo è molto complicato per il Napoli, gli azzurri hanno bisogno di una prova di maturità. La Salernitana imposta la gara da tipica squadra che gioca 90 minuti in difesa nella speranza di partire in contropiede. Catenaccio? No, non disturbiamo i maestri del calcio. Gli 8 gol dell’Atalanta fanno ancora rumore. Osimhen le prova tutte, addirittura lo trovi sulla fascia a combattere per un angolo. Poi, sulla sirena (per prendere in prestito un termine del basket), Mario Rui e Anguissa inventano sulla fascia e servono Di Lorenzo che spedisce la sfera sotto la traversa e poi in rete. Quasi sempre nell’ombra, il numero 22 con la fascia al braccio c’è sempre stato, anche quando ad agosto sembrava tutto sbagliato.
  2. La liberazione da un peso. La prova di maturità del Napoli arriva quindi con la Salernitana: la sfida dell’Arechi dimostra che gli azzurri riescono egregiamente a superare il piccolo intoppo di Coppa Italia. Solo così una grande squadra può proseguire spedita la propria incredibile stagione e scacciare via la “maledizione delle piccole” o, meglio, per dirla alla napoletana “delle squadre che cacciano la scienza”!
  3. Osimhen. Quest’anno il nigeriano non è mai sazio. Non gli basta sembrare forte agli occhi di Spalletti e di tutta la piazza azzurra, vuole strafare e far innamorare l’Italia intera. Il nigeriano è attualmente capocannoniere della Serie A con 13 gol in 15 partite (senza rigori!). E pensare che ha avuto anche un infortunio…
  4. Simeone. Un discorso a parte lo merita l’argentino. La fame di gol, la felicità di giocare nello stadio di Maradona, essere parte del gruppo: questo è il Cholito. Nella gara con la Cremonese c’è il suo timbro e chissà cosa avrebbe fatto alla Salernitana se fosse entrato qualche minuto prima. Allora perché lasciarlo spesso in panchina? Perché non puoi fare a meno di quella macchina da guerra che è Osimhen. Centravanti ne abbiamo?
  5. Il record di Spalletti. Nell’ultima gara del girone d’andata c’è gloria anche per l’allenatore di Certaldo: Spallettone, come lo chiamò giocosamente Mourinho in una doppia intervista a DAZN, è diventato il primo tecnico con il maggior numero di vittorie in Serie A nell’era dei 3 punti. Sono 275. Meritatissimo, mister.
  6. Meret santo subito. Minuto 83: Di Lorenzo calcola male le distanze e serve con troppa forza Lobotka, il pallone rimbalza sullo slovacco e favorisce Piatek. L’ex Milan e Fiorentina conclude a botta sicura, Meret si tuffa e spedisce il pallone sul palo interno. I tifosi intanto perdono 30 anni di vita quando il pallone passa davanti alla linea di porta senza entrare e finisce sul fondo. Un timbro importante su una sfida che poteva riaprirsi e condannare il Napoli all’assedio granata.
  7. Non guardate quella classifica. I tifosi partenopei avranno avuto dei forti capogiri ad osservare attentamente la classifica alla fine del girone d’andata: il Napoli ha conquistato 50 punti su 57 e si ritrova a +12 sulla seconda, in attesa di martedì, quando la Lazio ospiterà il Milan all’Olimpico.
  8. Le vere ingiustizie. Credete davvero che 15 punti di penalizzazione alla Juventus per il caso delle plusvalenze fittizie sia eccessivo? Vi ricordo che per colpa di delinquenti (perché chiamarli tifosi è una grave offesa) due tifoserie sono costrette a non poter seguire in trasferta la propria squadra del cuore per 2 mesi. Il settore ospiti dell’Arechi vuoto è un’immagine tristissima. Non è successo niente, ma sarebbe stato meglio aprirlo: all’interno dei vari settori un tifoso su due era napoletano.
  9. Il gufo partenopeo. Smaltita la fatica di Supercoppa, le milanesi giocheranno lunedì e martedì. Nel primo giorno della settimana, i supercampioni dell’Inter ospiteranno l’Empoli; il Milan, lo ripetiamo, è di scena all’Olimpico con la Lazio. Poche speranze per i nerazzurri, forse Sarri può fare un favore alla sua ex squadra. Certo, il Napoli deve pensare a sé stesso, ma non sarebbe male un altro stop per allungare sulle inseguitrici.
  10. Il girone di ritorno. Domenica si riparte subito forte con la Roma, poi lo Spezia e la Cremonese per la rivincita dopo l’eliminazione in Coppa Italia. Non dimentichiamo la Champions. Il cammino è lungo, lunghissimo.
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